Donne nei CDA, cresce il numero dei consiglieri eletti in Italia

Richiesta di proroga per la legge Golfo-Mosca: almeno un terzo dei consiglieri eletti deve appartenere al genere femminile

Il numero delle donne nei CDA delle società quotate è aumentato e una proposta di legge trasversale proroga le quote da tre a sei mandati.

Donne nei CDA, cresce il numero dei consiglieri eletti in Italia

Una proposta di legge trasversale propone il “raddoppio” della legge Golfo-Mosca: l’estensione da tre a sei mandati per garantire un tempo congruo al perseguimento del principio di equità. Le donne nei CDA sono passate da meno del 6% al 36% dal 2010 al 2018, determinando così un abbassamento dell’età media, un aumento dell’istruzione di tutti i componenti dei board e un miglioramento delle performance economiche aziendali.

Un successo straordinario, che ha rivoluzionato la cultura dell’Italia in tema di parità di genere, un traguardo raggiunto in tempi brevissimi, un circolo virtuoso ormai assimilato all’interno della mentalità aziendale. Tuttavia, i dati non sono propriamente positivi: la maggior parte dei board ha un numero di donne esattamente pari, o appena al di sopra, della quota imposta per legge. Molte società hanno deciso, inoltre, di passare dal CDA all’amministratore unico, che risulta essere donna solo nel 12% dei casi. Inoltre, l’occupazione femminile risulta attestarsi ancora al di sotto del 50% e forte è la disuguaglianza reale in termini salariali.

La finalità originale della legge Golfo-Mosca non è ancora quindi stata pienamente raggiunta, vale a dire innescare quel cambiamento verso una società più equa e una riduzione della disuguaglianze di genere, a tutti i livelli e in tutti gli ambiti. La presenza delle donne in azienda deve irradiarsi dalla base ai vertici, la parità è una condizione di sopravvivenza del sistema economico e produttivo italiano. Questa proroga potrebbe dunque consentire di raggiungere tali risultati e al contempo di esplorare l’azione positiva di un reale cambiamento culturale. Il miglioramento c’è stato ma – nonostante il trend positivo – il percorso non è ancora sufficiente.

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