Roadmap ESG per il Consiglio di Amministrazione

Le strategie di investimento e d’azione delle aziende oggi devono adattarsi ai rapidi cambiamenti. Tra le tematiche più rilevanti del 2022 è d’obbligo menzionare l’ESG: un innovativo metro di valutazione delle imprese e delle organizzazioni sui temi Ambientali, Sociali e di Governance (da cui l’acronimo).

Criteri ESG: quali sono le basi?

Contrariamente a quanto alcuni potrebbero pensare, le aziende che danno priorità ai criteri ESG nelle loro strategie raggiungono migliori performance finanziarie e sociali, portando alla crescita del business. Secondo alcuni report i migliori profili ESG hanno un portafoglio circa 2,3 volte migliore in nove anni. 

Da una prospettiva quotidiana, tenere conto dei criteri ESG all’interno di un’azienda più responsabile non è scontato. In primo luogo, i criteri ESG devono essere incorporati in una linea di business in grado di soddisfarli. Lo stesso vale per la strategia aziendale, che deve essere adattata alle tematiche relative all’ambiente, alle condizioni dei dipendenti e agli stakeholder dell’azienda, senza dimenticare i problemi di governance sostenibile. Ciò porta a una strategia globale che considera i rischi inerenti all’attività dell’azienda. Questo permette alle riunioni di governance di avere una visione d’insieme e di dimostrare che l’azienda è disposta a incorporare considerazioni non finanziarie. Questo, a sua volta, crea valore aggiunto e garantisce la sostenibilità dell’azienda. 

Che cos’è una Roadmap ESG? 

Si tratta di uno strumento finanziario caratterizzato da una “tabella di marcia” contenente le diverse aree e i provvedimenti necessari per garantire l’attuazione coordinata di una revisione della finanza sostenibile. 

Come evidenziato dall’ESMA nella “Roadmap della Finanza Sostenibile 2022-2024” il documento è rivolto ai membri dei Consigli di Amministrazione, ai segretari delle società e ai General Counsel delle società quotate per facilitare un più consapevole processo decisionale in materia ambientale, sociale e di governance, inclusa la divulgazione di informazioni relative alla sostenibilità e il coinvolgimento diretto degli investitori. Il concetto di divulgazione volontaria, in particolare per quanto riguarda le informazioni non regolamentate, come i dati ESG o di sostenibilità, ha portato all’adozione della Roadmap nelle società.  

Consultazione degli stakeholder 

Gli stakeholder sono le persone che interagiscono con le aziende: dipendenti, fornitori, consumatori, sindacati, autorità pubbliche e così via. Sono essenziali nell’implementazione degli strumenti di CSR (Corporate Social Responsibility) in quanto vengono presi in considerazione durante le decisioni e l’attuazione delle strategie. Un’azienda che applica i criteri ESG è trasparente per i suoi stakeholder e li consulta regolarmente. Aziende come questa possono fare riferimento allo standard ISO 26000 se desiderano identificare accuratamente le stakeholder e interagire con loro.  

L’ ISO 26000 è uno standard internazionale che fornisce delle linee guida sulla Responsabilità Sociale delle Imprese (RSI) e CSR. È un valido strumento per la costruzione di un sistema aziendale volto alla gestione ed al miglioramento per un comportamento etico e sostenibile delle organizzazioni nei confronti degli stakeholder. 

Definizione delle principali aree core e campi di applicazione 

Una volta completati questi passaggi, si tratta di definire con precisione gli aspetti su cui è importante agire. Quali sono le principali aree di iniziativa all’interno dell’azienda per consentire la creazione di una dinamica socialmente responsabile? In quali aree l’azienda può attuare un tale approccio? Queste sono domande che devono essere affrontate in modo completo e chiaro, anche soddisfacendo le aspettative degli stakeholder e sviluppando progetti. 

Criteri ESG e piano d’azione strategico dell’azienda 

Con piena trasparenza, l’azienda definisce la sua situazione attuale ei suoi piani per il futuro (a più o meno lungo termine). Stabilisce un piano d’azione strategico per creare sinergie, anche utilizzando le istituzioni di governance per realizzare una strategia coerente e sociale all’interno dell’azienda. 

ATTUAZIONE E DISPIEGAMENTO SVILUPPO DELLA STRATEGIA 

Una volta che la strategia è stata completamente definita e tutte le aree di massima sono state elaborate, è tempo di passare all’attuazione. È spesso in questa fase che le cose si complicano per molte aziende.  

Nella fase di investimento, gli investitori e le società target, per comprendere la natura di un’operazione ed i rischi connessi utilizzano la Due Diligence ESG. Si tratta di uno strumento efficace per identificare i principali rischi associati all’implementazione degli aspetti sopracitati.
“I vantaggi della Due Diligence ESG sono connessi alla tutelare degli interessi dell’investitore attraverso meccanismi di protezione contrattuale, da includere nel contratto preliminare di compravendita di partecipazioni sociali, quali dichiarazioni e garanzie, special indemnity e condizioni sospensive.” – 4cLegal 

 Una volta completata l’acquisizione, viene effettuata una valutazione dei criteri ESG per determinare il vantaggio dell’azienda e viene stabilito un piano di avanzamento. 

MONITORAGGIO E RENDICONTAZIONE SUI CRITERI ESG 

Il monitoraggio dell’evoluzione dei criteri ESG nel tempo consente un migliore allineamento con i processi aziendali. Ciò consente di apportare modifiche quando gli approcci non funzionano come previsto o di aggiungere aspetti alla strategia originale. 

Per una corretta rendicontazione, sono necessari i migliori strumenti di monitoraggio. Sempre più aziende redigono bilanci di sostenibilità in maniera volontaria anche se l’attuale legislazione non le obbliga tutte (l’obbligo di rendicontazione è previsto solo per gli enti di interesse pubblico che abbiano avuto un numero medio di dipendenti superiore a 500 durante l’esercizio). 

La rendicontazione ha numerosi vantaggi in quanto apporta un’influenza positiva in termini reputazionali, dal momento che la sostenibilità sta diventando un requisito fondamentale soprattutto nelle scelte degli investitori.

A fronte della progressiva sensibilizzazione delle legislazioni europee e internazionali nei confronti di tematiche ambientali e sociali, le aziende e, in particolare i loro Consigli di Amministrazione, stanno adeguando gli obiettivi aziendali e la governance societaria. Tra le best practice di buona Corporate Governance vi è quella di istituire un comitato con funzioni specifiche in materia di sostenibilità. Infatti, il 47% delle società quotate ha istituito un Comitato di Sostenibilità di cui un terzo si focalizza esclusivamente sulle tematiche inerenti l’ESG. – CONSOB, Report on corporate governance of Italian listed companies & Rapporto FIN-GOV sulla corporate governance in Italia.

 

 

 

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