Le 7 qualità indispensabili per selezionare grandi dirigenti

Le qualità da preferire nei candidati a membro del Consiglio di Amministrazione

Un buon Consiglio di Amministrazione si basa sulle qualità specifiche dei suoi membri, che devono essere degli ottimi elementi nel loro ruolo: ecco le 7 caratteristiche indispensabili che bisogna selezionare in un candidato perché svolga al meglio il suo compito.

Le 7 qualità indispensabili per selezionare grandi dirigenti

Sono molte le doti che occorre selezionare in un candidato a membro di un CDA, per avere una buona probabilità di scegliere la persona adatta a far progredire l’azienda: ecco le 7 qualità assolutamente indispensabili per questo ruolo.

1 – Saper guardare lontano

La lungimiranza è indispensabile, in pratica è LA VERA DOTE del Consiglio di Amministrazione: saper guardare lontano tiene l’azienda lontana dai problemi e aiuta a superare situazioni difficili. È fondamentale per prendere le decisioni giuste sulle strategie, sui finanziamenti, sul personale, su fusioni e acquisizioni, sui problemi legali, sulle questioni organizzative, e su tutti gli altri argomenti di competenza. Se un candidato non assicura questa capacità, rischia di creare più danni di quelli che contribuisce ad evitare.

2 – Conoscere il contesto aziendale

Un valido candidato deve essere ben inserito nel contesto aziendale, per poter offrire suggerimenti percorribili e pertinenti. Le quattro aree rilevanti del contesto aziendale sono:

– Il settore di attività: si può essere ottimi candidati senza provenire dal settore di attività dell’azienda (e potrebbe non essere una cattiva idea inserire nel Consiglio di Amministrazione un membro estraneo al settore di attività, giusto per cambiare il punto di vista sul settore) ed è sicuramente utile se il Consiglio contiene già figure che provengono dall’interno della compagnia: non bisogna esagerare con “l’incompetenza di settore”, le caratteristiche e le sfumature di un settore di attività già consolidato, quando le decisioni vanno prese con rapidità, e con la maggior intuitività possibile;

– Il modello di business: un dato modello di business contiene molti dettagli, che possono impattare parecchio sulle strategie di amministrazione, finanziamento, cash flow eccetera. Un candidato esperto in vendite può non essere il supporto migliore per una società che ha adottato il modello Saas (Software as a Service);

– Il livello di sviluppo: è più importante di quel che sembra. Come in un’azienda diversi livelli di sviluppo possono richiedere dirigenti diversi, lo stesso vale per il Consiglio di Amministrazione. Un Amministratore Delegato di una società al top di solito non è la scelta migliore per una start-up, proprio come un AD che si è dimostrato efficace in una società da 27 milioni di euro di fatturato può non esserlo in un’altra società con 55 milioni di fatturato e una crescita vivace. La scelta migliore è sempre quella di selezionare chi “ha già visto prima il film” e sa prevedere facilmente cosa può nascondersi dietro l’angolo;

– la funzione: è di fondamentale importanza inserire nel Consiglio di Amministrazione chi ha già avuto una funzione aziendale importante (nello sviluppo, nelle vendite, nel marketing, nella finanza, nell’internazionale…) per condividere le intuizioni sulle sfide future che potrebbero presentarsi nelle rispettive aree di esperienza.

3 – Avere esperienza strategica

Questa dote è il risultato di tantissime esperienze in situazioni difficili, di qualche fallimento e di notevole intelligenza. Ad esempio, la responsabilità di fusione e acquisizione, sia nell’acquisto che nella vendita, è una vera palestra per allenare un Consiglio di Amministrazione. Difficile possedere esperienza adeguata senza aver preso parte in prima persona a qualche fusione o acquisizione perché la fatica di affrontare negoziazioni complicate e rischiose non può essere sostituita da nient’altro. Quando sfortunatamente un membro del CDA è nominato da un finanziatore, e quindi sprovvisto di acume e di esperienza, è un problema da risolvere: se è proprio indispensabile far sedere nel consiglio un rappresentante dei finanziatori, occorre fare in modo che apporti al Consiglio un adeguato contributo.

4 – Possedere motivazione e interesse

Montagne di riunioni, attività nel tempo libero, decisioni da prendere, spesso difficili, delicate, vitali, come quelle che coinvolgono delle persone: questo è il vero lavoro di un CDA. L’AD deve saper motivare i membri del CDA a cercare sempre le soluzioni migliori per l’azienda. Il candidato ideale deve essere attivo all’interno dell’ecosistema aziendale, deve condividere lo spirito dell’AD e non fargli mai perdere di vista le opportunità per sviluppare il successo della compagnia. Non servono nomi o curriculum di spicco: fondamentale è l’impegno, la motivazione, l’intraprendenza. 

5 – Non trascurare lo stile

Le doti precedenti sono sicuramente le più importanti da selezionare, ma lo stile ha il suo peso: deve essere compatibile con quello aziendale e quello degli altri membri del CDA per ottenere una buona collaborazione e un lavoro di gruppo affiatato e ottimale.

6 – Saper trasformarsi in Guida, Mentore, Cassa di Risonanza

Sono ruoli meno comuni ma pur sempre importanti per selezionare un grande candidato. Guidare l’AD vuol dire aiutarlo, in modo socratico, ad interiorizzare delle prospettive insolite, per portarlo a riconoscere problemi o opportunità che potrebbero sfuggirgli, mentre fungere da cassa di risonanza vuol dire testare idee, affrontare preoccupazioni, svolgere un ruolo di “sensore sensibile” all’interno dell’azienda per identificare prospettive nuove e percorribili.

7 – Avere coraggio

La caratteristica meno desiderata? E invece qualsiasi CDA ha estremo bisogno di membri che abbiano il coraggio di guardare in faccia la realtà, anche se spiacevole, capaci di dire “no!” anche quando sarebbe molto più comodo, più facile e meno pericoloso dire “sì”.

Last but not least

L’ultima caratteristica immancabile e importante dovrebbe appartenere alle doti “naturali” di un collaboratore aziendale, ma l’esperienza concreta dimostra che spesso non è così. Stiamo parlando della competenza collegata alle nuove tecnologie, quella che permette di comprendere l’importanza degli sviluppi in corso e che permette di padroneggiare le tecnologie già disponibili per migliorare l’attività del Consiglio di Amministrazione. Non dimentichiamo l’entrata in vigore del GDPR (maggio 2018) che comporta nuove norme sulla privacy e direttive da rispettare per mettere un’azienda al riparo da possibili sanzioni pecuniarie per il mancato rispetto della normativa appena introdotta dall’Unione Europea.

Selezionare un membro del CDA con queste doti non è facile, lo capiamo tutti, e ancora più difficile, trovata la persona adatta, è riuscire a inserirla nel CDA facendogli conservare queste doti ma è l’unica strada per costruire nel tempo un CDA capace di lavorare bene per il successo l’azienda.

DiliTrust: le qualità migliori per l’efficienza del CDA

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 (Fonte: forbes.com)