In che modo i vincoli di tempo possono compromettere il processo decisionale in ambito aziendale

Sbagliare è umano e ci sono momenti in cui errori di piccola entità possono creare problemi di difficile risoluzione. Tuttavia, per quanto esista sempre un margine di errore, questo può anche avere ripercussioni sull’attività aziendale. In molti casi, il “Principio di scarsità” può indurre professionisti di talento ad agire in modo poco responsabile.

Come emerge da alcune ricerche, le persone hanno una capacità limitata di prendere decisioni efficaci e i vincoli di tempo non fanno altro che aggravare la situazione, facendo sembrare incompetente persino la persona più intelligente. Uno stato che viene definito in psicologia “Principio di scarsità” e che può assorbire la capacità decisionale già di per sé limitata di cui siamo dotati. Secondo questa ipotesi, le opportunità ci appaiono infatti più desiderabili quando la loro disponibilità è limitata. Di conseguenza, prodotti e servizi aumentano di valore non appena l’idea della loro privazione ci appare evidente, della serie “se non lo faccio subito perderò per sempre questa opportunità unica”.

In che modo i vincoli di tempo possono compromettere il processo decisionale in ambito aziendale

In sala riunioni, questo principio diventa un aspetto estremamente importante a cui fare attenzione poiché le decisioni strategiche che vengono prese hanno potenziali ripercussioni su gran parte dell’attività aziendale.

“IL PRINCIPIO DI SCARSITÀ”

In una pubblicazione di Deloitte, ci si pone la domanda se la “scarsità” ci renda poco lucidi. La risposta è negativa, ma ci sono situazioni che se affrontate in una situazione di “scarsità” possono nuocere all’attività aziendale e al processo decisionale.

La “scarsità” in psicologia ha lo stesso significato in ambito economico: gli esseri umani attribuiscono valore a un oggetto in base alla facilità con cui può essere perso. Il fenomeno si verifica per esempio quando si perde una competenza importante e si è indotti a concentrarsi sull’acquisizione di qualcosa a breve termine che spesso porta a una situazione ancora peggiore a lungo termine.

In poche parole, prendere decisioni sotto stress può rivelarsi dannoso. Per garantire che l’attività aziendale sia gestita in modo corretto è importante assicurarsi che tutti i soggetti siano coinvolti nel processo decisionale e dotati di lucidità mentale.

PRINCIPIO DI SCARSITÀ E PROCESSO DECISIONALE NELL’ERA DIGITALE

Con l’avvento della trasformazione digitale, lo stress si è trasformato in un fattore cruciale, come illustrato nell’articolo di Deloitte, determinando un fattore scatenante di un processo decisionale sbagliato.

Lo stress innescato dal “Principio di scarsità” può portare a ritenere di possedere la giusta dose di concentrazione, di avere tutti gli elementi e le competenze necessari per prendere le migliori decisioni possibili. In realtà, tutto ciò può non essere vero.

A tutto ciò, la crescente digitalizzazione che impone di rimanere connessi quasi 24/24h abbassa il livello di concentrazione inducendo a prendere scelte troppo affrettate potenzialmente pericolose per l’azienda.

COME EVITARE UN PROCESSO DECISIONALE SBAGLIATO

Un buon antidoto contro la “scarsità” è allentare la tensione nell’ambiente lavorativo. Quando si è troppo stanchi e stressati è allora che si è più propensi a sbagliare. Per continuare ad essere efficaci esistono alcune regole di base:

  • definire le mission e gli obiettivi principali: possedere una visione chiara del contesto più ampio favorisce notoriamente la concentrazione;
  • valutare le tempistiche: pianificare le decisioni quando la capacità mentale è maggiore;
  • riconoscere la necessità del riposo mentale;
  • ridurre al minimo i fattori di distrazione e di interruzione: disattivare email e Internet mentre si portano a termine compiti importanti;
  • contrastare la tendenza a essere eccessivamente ansiosi di fronte a richieste troppo complesse e suddividere i progetti più grandi.

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